Ripresa dal 1994, grazie alla Giostra, la festa dei fuochi ha visto
una sua rivalutazione dopo un trentennio in cui aveva perso
d'importanza ed era stata un po' dimenticata.
Essa, invece,
riveste un ruolo molto importante nella Giostra in quanto è
stata la prima vera occasione di confronto tra i neonati Borghi e
Sestieri e quindi la prima seria verifica dell'organizzazione e
della vitalità dell'Associazione Giostra.
Le origini della
festa dei fuochi di San Giuseppe si perdono nella notte dei tempi,
anche se alcuni affermano che essa possa risalire al Medioevo.
Affonda le sue radici nella realtà rurale della nostra
valle e può essere riportata ai cosiddetti "riti
cereali" (prof. Barcone) che erano celebrati al cambio
di stagione per scacciare dai campi gli spiriti maligni dell'inverno
e dare nuova forza alla natura. Tali riti si compivano, per esempio,
al momento della mietitura, quando si era soliti lasciare sul campo
l'ultima parte del grano raccolto per ringraziare la terra dei suoi
frutti o ancora al tempo della vendemmia, quando si bagnava una
zolla di terra col sangue di un animale.
Scopo precipuo della festa
dei fuochi di San Giuseppe era quello di accelerare la maturazione
del raccolto riscaldando l'ambiente e scacciando, così, gli
ultimi rigori invernali. In precedenza questa festa era celebrata
in ogni Borgo o Sestiere che accendeva il fuoco al suo interno, mentre
oggi tutti si riuniscono in Piazza Garibaldi per entrare in competizione
con gli altri in una gara "all'ultimo fuoco". Nei nostri
giorni, le origini della festa sono state da molti dimenticate, ma
è di vitale importanza che queste tradizioni restino
vive nei nostri ricordi, sia per non dimenticare la nostre origini,
sia per creare un legame ancora più profondo con la nostra
terra.
La festa dei fuochi è, inoltre, un'ottima occasione per
stare insieme, divertirsi e creare tra i componenti del Borgo un
legame più forte che si ha solo tra persone che lavorano
insieme per raggiungere gli stessi obiettivi.
F. Cantelmi